La notte era stata calma


La notte era stata calma, il vento calmo; il cielo, il lago, il rumore dei pipistrelli che si attardavano all’alba, come se avessero dimenticato l’urgenza della luce e l’ansia del ritorno, tutto si era finalmente spento.

Ci eravamo ritrovati, noi cinque, dopo una notte intera a camminare, a perderci nel buio e ritrovarci, a tacere nei diversi modi del silenzio, sul bordo estremo della montagna. Lui era il solito, sempre indietro, sempre a rincorrerci, come un bambino dispettoso che un attimo si nasconde dietro di noi e che, per un guizzo di forze, dopo un attimo ci precede. Adesso, spossato, si riposava alle spalle del gruppo. Tanto, ormai!

Lunga era stata la montata. Lunga la notte. Arrivati.

Qualcuno, dietro una roccia impertinente, da chissà quanto tempo, ci aspettava.